Spettacoli 2021

Lucia di Lammermoor

Lucia_Modena_2021

La piacevole sorpresa e lo stupore di entrare mezz’ora prima al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena e vederlo già tutto pieno, anche se saggiamente la Direzione tiene ancora il distanziamento tra un posto e l’altro in platea: questa è la prima emozione viva e stringente che avvolge lo spettatore. In scena il capolavoro di Donizetti “Lucia di Lammermoor”. La triste e folle sposa scozzese con la sua tragedia è rappresentata come un’anima pura prigioniera degli uomini della sua vita, Enrico, il fratello che la usa come pura merce di scambio, il precettore Raimondo, freddo rappresentante di una salute spirituale opportunista e calcolatrice ed Edgardo, l’amore, che non la comprende e l’aggredisce per troppo amore. E tutto questo vibra in un colore cupo, funereo, sottolineato da luci fredde e crude a volte quasi inesistenti, da abiti scuri e pesanti e da gesti lenti, misurati e gravi. Stefano Vizioli nella sua regia ha voluto esprimere idealmente la prigione allegorica in cui è costretta l’eroina scozzese, ma le intenzioni non raggiungono in pieno il loro scopo. Molti discorsi scenici e gestuali vengono abbozzati e poi non espressi in pieno. Per esempio il lungo, tenero abbraccio di Edgardo alla sua amata nella stretta finale del concertato non ha senso, Lucia impazzisce per le aggressioni verbali del suo amore e per le pressioni psicologiche a cui è sottoposta dal fratello. Non si sente più amata e compresa dal suo fedele e per questo crolla psicologicamente. Di buona fattura i tetri costumi di Farani Costumi e Teatro di Pisa, mentre le già citate luci sono di Nevio Cavina.

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Veniamo alla parte musicale che vede protagonista assoluta Gilda Fiume nel title role. Il soprano canta magnificamente, non una nota fuori posto, sublime la sontuosa vocalità dal colore di perla e di velluto, sovracuti lanciati con estrema sicurezza e lame lucenti gli acuti, ma…. Manca totalmente l’espressione, l’accento, la tragica parola ed il cuore. Un’interpretazione che si poteva benissimo ascoltare in cd restandone affascinati per la sublime resa, ma che non parla al cuore di chi assiste allo spettacolo. Al contrario l’Edgardo di Giorgio Berrugi, focoso, impulsivo ed attore molto bravo nel rendere il tormento e la valenza eroica del giovane Ravenswood. La voce tecnicamente buona, ben sorretta da bella musicalità, anche se a volte pare intimidito e titubante.

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Il crudele fratello è interpretato da Ernesto Petti, una voce di buon colore brunito, ma spesso trattenuta e quasi ingolfata. Peccato perche’ la musicalità è ottima e la resa scenica è volonterosa. Purtroppo inascoltabile il Raimondo di Viktor Shevchenko, con voce quasi dallo strano colore tenorile e sfibrata nelle note medio acute, pur tuttavia sostenuta da buona musicalità e bel personale scenico. Ottimo e di rilievo nel suo breve intervento l’Arturo di Matteo Mezzaro, dalla bella voce tenorile ben proiettata in avanti. Degni di nota e ben condotti sia musicalmente che scenicamente il Normanno di Cristiano Olivieri e l’Alisa di Shay Bloch. Il Coro Lirico di Modena guidato dal Maestro Stefano Colò ha un gran bel colore e fa la sua buona figura in scena, ma spesso viene divorato dal fortissimo eccessivo dell’Orchestra Filarmonica dell’Opera Italiana “Bruno Bartoletti”, che non convince già dai primi accordi strani e sordi delle percussioni iniziali. Il maestro direttore Alessandro D’Agostini non imprime un carattere all’opera e spesso avviene scollamento tra orchestra e palcoscenico, con pochi colori non ben definiti. Uno spettacolo accolto con entusiasmo dal numeroso pubblico presente che ha elargito ovazioni al giovane soprano protagonista.

Gaetano Donizetti
Lucia di Lammermoor

Lord Enrico Ashton Ernesto Petti
Lucia Gilda Fiume
Sir Edgardo di Ravenswood Giorgio Berrugi
Lord Arturo Bucklaw Matteo Mezzaro
Raimondo Bidebent Viktor Shevchenko
Alisa Shay Bloch
Normanno Cristiano Olivieri

Direttore Alessandro D’Agostini
Regia Stefano Vizioli
Assistente alla regia Lorenzo Nencini
Luci Nevio Cavina
Scene realizzate su bozzetti di Allen Moyer
Costumi forniti da Farani – Sartoria Teatrale, Roma
Sartoria Teatrale Fiorentina di Massimo Poli

Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti
Coro Lirico di Modena

Maestro del Coro Stefano Colò

Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena e Teatro Galli di Rimini
Allestimento Teatro di Pisa in collaborazione con Opéra Nice Côte d’Azur
Foto: Rolando Paolo Guerzoni